Baratti e Populonia

Baratti e Populonia


Baratti sorge sulla costa tirrenica, alle pendici di Populonia, da cui dista 1,5 km, a 12 km da Piombino, 15 da San Vincenzo, e circa 80 sia da Livorno (nord) che da Grosseto (sud).

Golfo di Baratti

Lo stesso argomento in dettaglio: Golfo di Baratti.

Il piccolo golfo consiste in una conca a cavallo tra il Mar Ligure e il Mar Tirreno a nord della penisola che costituisce gran parte del comune di Piombino. Tale conca sorge fra il promontorio di Populonia ed i pressi di Torraccia, frazione del comune di San Vincenzo.

Populonia fu un antico insediamento etrusco, di nome Fufluna (da Fufluns, dio etrusco del vino e dell’ebbrezza) o Pupluna, l’unica città etrusca sorta lungo la costa. Era una delle dodici città della Dodecapoli etrusca, le città-stato principali che facevano parte dell’Etruria, governate da un lucumone. L’acropoli della città storica corrisponde agli odierni Poggio del Castello e Poggio del Telegrafo, posti all’estremità sud-occidentale del Golfo di Baratti. Già in epoca arcaica, probabilmente, l’abitato si estese anche alle alture limitrofe e all’area del golfo, dove, oltre alle principali necropoli della città, è localizzato anche il quartiere industriale. Insieme a Volterra fu uno dei centri di maggiore attività mineraria e dell’industria metallurgica degli Etruschi.

Storia

Come Populonia, anche Baratti ha origini etrusche, e nei pressi dell’abitato si trovano alcuni tumuli sepolcrali a testimonianza della colonizzazione della suddetta civiltà. Il toponimo – che secondo il glottologo Silvio Pieri deriva da un nome personale longobardo (Baro) – compare per la prima volta nel Breve Pisani Communis del 1286 come Portus Baractuli, seguito dalla forma Portubaractoli attestata nelle Rationes decimarum del 1298. L’attività principale effettuata nel periodo etrusco e successivamente romano, fu quello di scalo portuale nei confronti di Populonia, principalmente merci per i minerali di ferro provenienti dalla vicina Isola d’Elba e dei prodotti metallici finiti in zona. Il cumulo di detriti della lavorazione del ferro ricoprì completamente la zona di Baratti prospiciente il mare, permettendo di conservare il patrimonio archeologico fino agli ultimi anni del XIX secolo, quando i primi scavi permisero la scoperta dell’imponente patrimonio conservato in zona. Nel 1968 venne ritrovata, al largo del suo golfo, un’anfora d’argento del VI secolo, proveniente da Antiochia e persa in un naufragio. Questa, ribattezzata come Anfora di Baratti, è conservata al Museo archeologico del territorio di Populonia a Piombino.

Monumenti e luoghi d’interesse

Lo stesso argomento in dettaglio: Parco archeologico di Baratti e Populonia.

Località piuttosto recettiva a livello turistico balneare, Baratti è compresa nel Parco archeologico di Baratti e Populonia, uno dei più importanti parchi della Val di Cornia. L’afflusso archeoturistico è favorito, oltre che dalla presenza di scavi etruschi nel suo stesso sito, dalla vicinanza con Populonia e la sua necropoli, tra l’altro raggiungibili per via stradale passando obbligatoriamente per Baratti.

Presso il porto di Baratti spicca la quattrocentesca Torre di Baratti, mentre più a nord lungo il golfo si trova la cappella di San Cerbone; sulle prime propaggini collinari del promontorio che domina il porto si trova il faro di Baratti, attivato agli inizi del Novecento dalla Regia Marina.

Nei pressi della frazione sorge inoltre una notevole testimonianza di architettura contemporanea, la Casa Saldarini, costruita negli anni sessanta del Novecento.

 

Fonte: wikipedia.org